Apre a Padova la grande mostra che riunisce l'incredibile collezione artistica di Pietro Bembo.

 

Pietro Bembo fu una figura centrale del Rinascimento e in particolare lo fu a Padova, la città dove dove studiò e dove poi tornò a vivere per lunghi anni: fu proprio nella sua abitazione di Via Altinate (oggi sede del Museo della Terza Armata) che Bembo raccolse un'incredibile collezione di opere d'arte, realizzate da alcuni dei più grandi grandi maestri del tempo, come Raffaello, Giorgione, Perugino, Mantegna, Bellini e Tiziano.

Per una breve stagione,grazie all’influenza di Bembo, Padova divenne baricentro della cultura artistica internazionale; la ricchezza e la varietà degli oggetti raccolti resero celebre la casa di Via Altinate come "la casa delle Muse" (o "Musaeum"), precursore di quello che sarà poi il moderno concetto di museo.

Alla morte di Bembo i capolavori vennero venduti dal figlio Torquato e si dispersero nel mondo: oggi sono conservati nei grandi musei internazionali che li hanno concessi eccezionalmente in prestito in occasione della mostra padovana, curata da Guido Beltramini, e realizzata con il sostegno della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

 

Raffaello: Ritratto di Navagero e Breazzano

Raffaello: Ritratto di Navagero e Breazzano

 

L'esposizione propone un percorso cronologico degli spostamenti di Bembo, partendo da Venezia con le opere di Bellini, Giorgione e Aldo Manuzio, proseguendo per Ferrara e Mantova con Mantegna, per Urbino con i lavori del giovane Raffaello, di Perugino e di Gian Cristoforo Romano, fino alla Roma dei Papi, con Raffaello, Michelangelo e Valerio Belli, per finire con il famoso dipinto di Tiziano che ritrae Bembo in vesti di cardinale.

Oltre alle tele, l'allestimento include innumerevoli sculture, strumenti musicali, manoscritti e volumi a stampa tra i più preziosi al mondo e un grande arazzo proveniente dalla Cappella Sistina.

La mostra raccoglie una serie di capolavori straordinari, tra cui un grande dipinto di Mantegna, un disegno di Michelangelo (Cristo sulla croce, prestato dal British Museum di Londra) quattro dipinti di Giorgione (tra cui il Ritratto di giovane, prestato dal Museum of Fine Arts di Budapest e il Ritratto d'uomo con un libro verde, prestato dal Fine Arts Museums of San Francisco), tre di Tiziano (tra cui il famoso Ritratto di Pietro Bembo Cardinale, conservato alla National Gallery of Art di Washington), due di Raffaello (tra cui la Piccola Sacra Famiglia, prestata dal Museo del Louvre di Parigi e il Ritratto di Elisabetta Gonzaga, proveniente dalla Galleria degli Uffizi di Firenze), due di Giovanni Bellini, due di Giulio Romano,una del Perugino, due tavole di Hans Memling, e una meravigliosa statua in marmo di Antinoo, prestata dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

 

Pietro Bembo ritratto da Tiziano

Pietro Bembo ritratto da Tiziano

 

Pietro Bembo

Pietro Bembo nacque a Venezia nel 1470 da un'antica famiglia patrizia. Ancora bambino, seguì il padre a Firenze, dove imparò ad apprezzare il dialetto toscano.
Il suo esordio letterario avvenne con la pubblicazione del dialogo latino "De Aetna", pubblicato dal celebre editore Aldo Manuzio. In seguito Bembo si spostò a Mantova, dove scoprì il Mantegna e a Urbino, dove incontrò il giovane Raffaello, il Perugino e Gian Cristoforo Romano.

Si laureò all'Università di Padova e fece ulteriori studi alla corte di Ferrara, dove incontrò Ludovico Ariosto, elaborò "Gli Asolani", una raccolta di discorsi filosofici sull'amore platonico, e conobbe Lucrezia Borgia, con la quale ebbe una relazione.

Nel 1513 seguì Giulio de' Medici - il futuro papa Clemente VII - a Roma, dove Papa Leone X lo volle come suo segretario e plenipotenziario. In questo periodo entrò in contatto con molti artisti, come Michelangelo e Tiziano, e ne promosse e supportò il lavoro.

Nel 1521, dopo la morte del pontefice, si trasferì a Padova, dove ebbe un figlio con l'amante Faustina Morosina della Torre e nel 1525 pubblicò le "Prose della volgar lingua", l'opera che gli valse il titolo di "fondatore della lingua italiana".

Seguendo un'idea di unificazione dell'Italia a partire dalla creazione di una lingua nazionale, Bembo codificò le regole dell'italiano, fondandolo sugli scritti di Petrarca e Boccaccio.
Rientrò quindi a Venezia per ricoprire l'incarico di storiografo e bibliotecario della Biblioteca Marciana, fino a quando, nel 1539, Papa Paolo III lo riportò a Roma offrendogli la porpora cardinalizia.

Morì a Roma il 18 gennaio 1547, all'età di 76 anni e fu sepolto nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva. Un monumento dedicato al cardinale, opera del grande architetto Andrea Palladio, si trova anche nella Basilica di Sant'Antonio a Padova.

 

Giorgione: ritratto di giovane

Giorgione: ritratto di giovane

 

Riferimenti e biglietti

La mostra è aperta dal 2 febbraio al 19 maggio 2013 dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 e di sabato e domenica dalle 9.00 alle 20.00 (aperture straordinarie il Lunedì dell'Angelo, giovedì 25 aprile e mercoledì 1 maggio 2013).

I biglietti d'ingresso sono disponibili al prezzo di € 8,00 e comprendono l'utilizzo di un'audioguida.
Sono disponibili biglietti ridotti al costo di € 6,00 per over 65, studenti universitari, insegnanti con documento e categorie convenzionate, e un biglietto speciale per i ragazzi dai 6 ai 18 anni al costo di € 3,00. Bambini fino a 5 anni, portatori di handicap (compreso un accompagnatore) giornalisti e militari in divisa possono entrare gratuitamente.

Il Palazzo del Monte di Pietà si trova in Piazza Duomo a Padova, nel cuore della zona a traffico limitato (ZTL): la circolazione è consentita solo ai veicoli in possesso di apposito permesso. Dalla Stazione ferroviaria di Padova la mostra è raggiungibile in meno di 20 minuti a piedi. I bus dalla stazione alle Piazze sono comunque frequenti.

 

Palazzo del Monte di Pietà
Indirizzo: Piazza Duomo, Padova
Telefono: +39 0498779005
Web: www.mostrabembo.it