Breve recensione del romanzo "Mondo senza fine" di Ken Follett, che 18 anni dopo la pubblicazione del fortunato "I Pilastri della Terra" ne prosegue le vicende.

 

 

Dopo diciotto anni dalla pubblicazione de I Pilastri della Terra e due secoli dopo le vicende che avevano coinvolto Jack e Aliena, Ken Follett torna nell’immaginaria Kingsbridge, per raccontare la vita e le vicende dei loro discendenti.

Similmente ai Pilastri, Mondo Senza Fine riescie a distinguersi per la scorrevolezza della narrazione, e nonostante la mole imponente di pagine, il romanzo risulta coinvolgente e appassionante.

Ken Follett mescola sapientemente personaggi di finzione con personaggi e situzioni reali, come l’inizio della Guerra dei Cent’Anni nel 1337 e l’epidemia di Peste Nera del 1348.

Ambientazioni e ricostruzioni storiche sono dettagliate e ricche di particolari e riescono a descrivere in modo esauriente il clima e il tessuto sociale dell’inghilterra medievale.

I personaggi principali, tra cui emerge su tutti la splendida figura di Caris, sono ben caratterizzati ed interessanti, anche se si avverte la mancanza di un villain a tutto tondo, ruolo incarnato nelle diverse fasi del libro da personaggi differenti.

Nel complesso si tratta ceramente di un ottimo libro, che pur non raggiungendo le vette dei Pilastri della Terra - con cui sarà sempre inesorabilmente confrontato - rappresenta una lettura piacevole e a tratti entusiasmante.

 mondo senza fine

 

Sinossi di Mondo senza fine

È il 1327. Il giorno dopo Halloween quattro bambini si allontanano da casa a Kingsbridge. Il gruppo, composto da un ladruncolo, un bulletto, un piccolo genio e una ragazzina dalle grandi ambizioni, assiste nella foresta all’omicidio di due uomini.

Una volta adulti, le vite di questi ragazzi saranno legate tra loro da amore, avidità, ambizione e vendetta. Vivranno momenti di prosperità e carestia, malattia e guerra.

Dovranno fronteggiare la più terribile epidemia di tutti i tempi: la peste. Ma su ciascuno di loro resterà l’ombra di quell’inspiegabile omicidio cui avevano assistito in quel fatidico giorno della loro infanzia.

 

 

 

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