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Scritto da Federico Bernardello
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luned́ 30 giugno 2008 |
Ieri sera, nello spendido scenario offerto dall’Ernst Happel Stadion di Vienna la Spagna ha vinto trionfalmente il Campionato di calcio continentale, piegando in finale una sempre ostica Germania. A decidere l’incontro un gol al 33′ del primo tempo di Fernando Torres su lancio millimetrico di Cesc Fabregas.
Sono loro i volti da copertina della squadra di Aragones, ottima miscela di veterani (Puyol, Senna), campioni affermati (Casillas, Xavi, Villa) e giovani fenomeni (Torres e Fabregas appunto, ma anche Ramos, Iniesta e Silva) giocatori già affermati in alcuni dei principali top-team, come Real Madrid, Barcellona, Arsenal e Liverpool.
E’ questo uno dei segreti, per nulla celati, del successo della Spagna, che ha saputo crescere a valorizzare una vasta scuderia di talenti in grado di proporsi oggi, poco più che ventenni, con l’esperienza di diverse stagioni vissute da protagonisti a livello internazionale.
Merito principale di questa Spagna è stato quello di riuscire a produrre un gioco divertente e offensivo senza sacrificare (come accaduto spesso in passato) la fase difensiva, che ha avuto in Puyol e Senna due baluardi quasi insuperabili, ottimamente supportati da Marchena e Casillas, precisi e puntuali e dall’inesauribile Sergio Ramos.
Luis Aragones, che lascierà a breve la guida della nazionale, è riuscito nel compito non semplice di almalgamare e motivare nel migliore dei modi una rosa ricca di talenti, prendendosi la responsabilità di scelte difficili e nonostante qualche equivoco tattico irrisolto.
Chi lo sostituirà (del Bosque?) erediterà una rosa formidabile, che tra due anni sarà nel pieno della maturità calcistica e che grazie a questo successo si proporrà pienamente conscia dei propri mezzi al via del Mondiale in Sud Africa.
Personalmente mi sento di esprimere un migliaio di sentiti grazie ai giocatori, all’allenatore e allo staff tecnico, ma sopratutto alla direzione Marketing di MediaWorld!
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